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IL

TALENTO – CHI È E COME LO SI DIVENTA

Il talento è un’abilità dai tratti distintivi che connota in maniera singolare un individuo.

Il talento è dato da una elevata componente cognitiva che si sviluppa attraverso il rafforzamento delle interconnessioni sistemiche neuronali. La domanda più comune è sapere se talenti si nasce o si diventa. La risposta a tale domanda è essenzialmente questa: il talento è una qualità che si sviluppa durante l’arco di vita, in particolar modo nella fascia di età che va dai 0- ai 5 anni.

In questa fase dello sviluppo dell’ essere umano, il cervello, organo adibito allo svolgimento delle funzioni cognitive, è in una fase “plastica” e quindi altamente potenziabile.
Il potenziamento, è dato dalle sinapsi neuronali che sono l’ elemento chiave che permette lo sviluppo o meno di un certo tipo di talento, attraverso le interconnessioni sistemiche che si vengono a rafforzare.

Quanto più l’esperienza educativa vissuta dalla persona durante lo sviluppo risulta essere determinante ed incisiva anche dal punto di vista emotivo, tanto più le interconnessioni neuronali si rafforzano e si espandono. E’ sulla base del rafforzamento delle sinapsi neuronali in una determinata area della corteccia cerebrale, che si viene a sviluppare un determinato tipo di intelligenza. Di fatti, il concetto di intelligenza, come sistema unidimensionale, misurabile solo attraverso il QI, è stato ampiamente superato attraverso il concetto di “intelligenze multiple”.  La teoria dell’ intelligenza multipla sostiene la presenza nell’essere umano, di diversi tipi di intelligenza: logico- matematica, linguistico- verbale, cinestetica, visivo- spaziale, musicale, interpersonale, intrapersonale.

Ognuno può avere un grado diverso di sviluppo delle diverse intelligenze: chi è artisticamente dotato, può non esserlo sul piano della produzione verbale, così come questi ultimi possono non eccellere nel disegno tecnico o nella matematica; tuttavia, i diversi tipi di intelligenza, possono essere sviluppate fino al punto di raggiungere adeguati livelli di competenza. Le differenze dei livelli di competenza, si rispecchiano nel diverso sviluppo degli emisferi cerebrali: l’emisfero destro è essenzialmente adibito alle informazioni di tipo interpersonale, emotivo, artistiche e di tipo olistico quindi più prominente negli individui con  talenti creativi; diversamente l’ emisfero sinistro è adibito alla elaborazione di informazioni logico- pragmatiche, organizzative e matematiche, dunque maggiormente sviluppato in quegli individui analitici.

La teoria di Gardner trova un’ottima applicazione nell’ambito lavorativo, in particolare, l’intelligenza intrapersonale ed interpersonale, sembrano essere aspetti che rientrano nel concetto di intelligenza emotiva. Goleman, diede ampio spazio al concetto di intelligenza emotiva, ritenendola la maggiore predittrice del successo nella vita, accessibile virtualmente a  tutti tramite l’esercizio che è offerto dalla formazione ma in particolar modo del sistema educativo con cui la persona si è confrontata sin dalla nascita. Per tanto, quanto più la pratica educativa dell’ educatore di riferimento stimola il potenziale  biologico e cognitivo del bambino, tanto più questi sarà creativo. Una delle teorie più importanti che illustrano lo sviluppo di un talento sulla base delle caratteristiche biologico –cognitive è la teoria di Piaget. La teoria piagetiana si può definire come una teoria strutturalista che descrive la nascita dell’intelligenza come un’interazione continua fra processi interni derivanti dalla programmazione ereditaria e fattori esogeni (selezione e interpretazione attiva delle informazioni dell’ambiente fisico e sociale). Infatti, per Piaget, l’intelligenza è un caso particolare dell’adattamento biologico, che supera le limitazioni imposte dalla struttura grazie alle invarianti funzionali (funzioni intellettive che operano attraverso lo sviluppo) che fanno parte delle funzioni biologiche più generali e che si manifestano in strutture diverse. Queste invarianti funzionali sono l’organizzazione cognitiva (tendenza del pensiero a essere costituito di sistemi le cui parti sono integrate in modo da formare un tutto) e l’adattamento cognitivo (interazione fra organismo e ambiente). L’adattamento implica due processi complementari: l’assimilazione (processo per cui la realtà viene adeguata all’organizzazione cognitiva che si ha a disposizione) e l’accomodamento (modifiche che avvengono nell’organizzazione cognitiva conseguentemente alle esigenze della realtà). L’attività intellettuale nasce dal bisogno di conoscere, che è una motivazione primaria e intrinseca. Un talento dunque, rappresenta una dote che tutti potenzialmente possediamo sin  dalla nascita, ma che essendo multifattoriale e quindi costituito da una base organica, una cognitiva ed una esperienziale, va potenziato attraverso pratiche educative, nonché alimentato e mantenuto dai processi di adattamento e accomodamento all’ambiente.

Silvia Cichella

Management Academy Sida group
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