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STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE

Che cosa significa “internazionalizzazione”?

Un’impresa è internazionale quando produce o vende in mercati diversi. Se produce nel mercato domestico e poi vende nei mercati esteri attua una strategia di internazionalizzazione attraverso l’esportazione. Se produce all’estero attua una strategia di delocalizzazione nel caso in cui le proprie sedi produttive siano all’estero o outsourcing nel caso in cui l’impresa acquisti i prodotti da fornitori esteri.

Perché internazionalizzare?

L’obiettivo strategico dell’esportazione è lo sviluppo di nuovi mercati. Le opportunità di mercato in un paese sono in funzione della popolazione di potenziali consumatori e del loro livello di reddito. L’attrattività dei vari mercati geografici dipende dal settore in cui l’impresa opera e dalle condizioni socio politiche locali. L’obiettivo strategico della delocalizzazione o outsourcing è migliorare la propria competitività traendo vantaggio da fonti produttive a costi inferiori, bassi costi di manodopera, risorse naturali e competenze tecnologiche. Nel tempo tuttavia le condizioni potrebbero mutare, ad esempio i salari e i costi delle materie prime potrebbero aumentare. Inoltre è difficile preventivare altri costi quali i costi di formazione dovuti alla mancanza di lavoratori locali qualificati, i costi legati alla bassa qualità, i maggiori tempi e costi di trasporto.

La scelta della strategia da perseguire

L’impresa deve definire innanzitutto gli obiettivi dell’internazionalizzazione, l’ammontare dell’investimento, il livello di coinvolgimento, il grado di rischio e valutare le competenze che possiede. Dovrà analizzare le caratteristiche del mercato e del settore e la presenza di possibili barriere di entrata. Qualora l’impresa voglia prima testare il mercato, la strategia più idonea è l’esportazione, il cui coinvolgimento operativo è basso e l’investimento finanziario non troppo oneroso. L’impresa può implementare tale strategia con l’obiettivo ultimo di conoscere il mercato più da vicino al fine di consolidarvi la sua presenza soltanto in futuro. Quando invece l’impresa intende presidiare i mercati esteri da vicino o la distanza geografica non le permette di avere un controllo diretto sui mercati e sui propri competitor, la costituzione di una propria filiale o di una joint-venture con un partner locale appaiono le strategie che più sembrano in grado di garantire il raggiungimento dei suoi obiettivi. Tali strategie, tuttavia, comportano l’assunzione di un rischio più alto, un maggiore coinvolgimento operativo dell’impresa, nonché un maggiore investimento finanziario.

Le risorse necessarie

Le grandi aziende dispongono più facilmente di risorse manageriali e finanziarie per rispondere alla concorrenza internazionale, mentre le piccole medie imprese spesso affrontano l’internazionalizzazione con carenza di risorse.

La crescente integrazione dell’economia mondiale rappresenta una sfida importante. E’ necessario il supporto di figure professionali preparate nel settore in cui opera l’impresa e con competenze linguistiche, economiche e di marketing, con capacità di analisi e ottime doti relazionali. L’internazionalizzazione è un’opportunità di lavoro per i giovani che hanno la conoscenza delle lingue straniere. La padronanza della lingua e la conoscenza della mentalità dei paesi permettono a gestire al meglio le relazioni.

Paola Zennaro

Docente e Formatore Management Academy Sida Group