Spiagge, musei,  montagne, bellezze naturali ed artistiche di valore inestimabile ma, sino ad oggi, è mancato all’appello un testo di legge organico che racchiuda in sé tutte le regole che disciplinano il mercato turistico.

Questo deficit è stato definitivamente superato grazie all’approvazione del Codice del Turismo.

 

 Certezza per gli operatori del settore, maggiore tutela per il turista e promozione dell’immagine del Bel Paese nel mondo sono le linee guida ispiratrici del decreto legislativo.

 Proviamo a riassumere in poche righe le principali novità introdotte. Innovativa è la norma che, traendo ispirazione dal diritto tedesco, introduce per legge il diritto al risarcimento del “danno morale da vacanza rovinata”, la cui entità sarà parametrata al tempo di vacanza inutilmente trascorso, all’irripetibilità dell’occasione perduta e alle motivazioni del viaggio.

Saranno inoltre più difficili le truffe on line visto che le agenzie di viaggio che operano via internet dovranno sottostare alle stesse regole previste per le agenzie tradizionali.
Inoltre il Codice rafforza uno strumento già esistente, quello dei buoni vacanza per le fasce socialmente deboli, che sarà regolarmente finanziato con le risorse statali provenienti dall’8 per mille. Maggiore tutela anche per le persone disabili, che potranno fruire dell’offerta turistica in modo completo e in autonomia, senza alcun aggravio di prezzo. Sarà garantita maggiore uniformità tra i diversi operatori del settore grazie all’istituzione di standard minimi qualitativi per tutte le strutture ricettive (Bed&breakfast, case per ferie, ostelli della gioventù, motel, centri soggiorni studio, rifugi alpini, villaggi turistici, campeggi) e non solo per gli alberghi come accade ora. Il codice fornisce inoltre al turista utili strumenti di informazione (carta dei servizi e call center) ed affida la risoluzione delle controversie in materia di turismo all’innovativo strumento della mediazione. Spostando la nostra attenzione dal turista agli operatori del settore, si può apprezzare lo sforzo compiuto dal legislatore per poter migliorare la competitività del settore. Viene allargata la categoria delle imprese turistiche, oggi riservata ad alberghi ed agenzie di viaggio, mentre ai fini dell’erogazione di agevolazioni, sovvenzioni ed incentivi di qualunque tipo vigenti per l’industria, le imprese turistiche verranno equiparate alle imprese industriali. Importanti semplificazioni sono dirette a snellire le procedure burocratiche.

D’ora in avanti per avviare un’attività turistica sarà sufficiente una Segnalazione Certificata di inizio attività (S.C.I.A.); agli alberghi in possesso della sola licenza di esercizio di attività ricettiva sarà consentito offrire il servizio di ristorazione o di beauty farm anche a chi non alloggia nella struttura.

Più contestata è invece la disposizione che consente, laddove non vi siano altre norme a tutela dei beni ambientali, l’edificazione di strutture turistiche senza alcun titolo abilitativo edilizio, qualora si sia già in possesso di una concessione demaniale marittima o lacuale.

La promozione del Made in Italy sarà invece garantita dall’introduzione di riconoscimenti fino ad ora inesistenti: le attestazioni di eccellenza turistica “Maestro di cucina italiana”, “Maestro dell’ospitalità italiana”, la “Medaglia al merito del turismo per la valorizzazione dell’immagine dell’Italia” e la “Medaglia al merito del turismo per gli italiani all’estero”. Il Codice del Turismo promuove inoltre l’introduzione di agevolazioni che facilitino l’accesso alle strutture turistiche per chi viaggia con animali. Nel documento, poi, trovano posto anche alcune norme che riordinano la professione turistica ed adeguano la normativa italiana a quella comunitaria in tema di multiproprietà. Comunque sia, un testo unico che raccolga in maniera organica tutte le norme che regolano il settore, sembra ormai indispensabile per un paese come l’Italia che ha proprio nel turismo una risorsa preziosa e in larga parte ancora non sfruttata. Considerando oltretutto la crisi del sistema produttivo tradizionale, il settore terziario non può che rappresentare il volano per il rilancio del sistema economico e si spera che questo innovativo testo legislativo possa rappresentare uno strumento utile al raggiungimento dell’obiettivo.

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