I numeri dell’industria turistica mondiale sono più che incoraggianti: nel 2011 il settore ha registrato un incremento del 6 per cento, con previsioni di crescita di circa il 3 per cento medio annuo da qui fino al 2030. Impiega un lavoratore su 12. Ma per molti Paesi non rappresenta ancora una priorità …

La denuncia, sollevata durante il VI Forum di Exceltur di Madrid, tenutosi lo scorso mese di gennaio, è piuttosto condivisibile, se si pensa, oltre ai dati convincenti riportati sopra, che mediamente, sempre a livello mondiale, un impiego nel settore del turismo è in grado di generare da 1,5 a 2,5 impieghi in altri settori.  Sulla base di tali premesse, durante quest’importante assise internazionale di inizio anno i rappresentanti dei vari Paesi coinvolti e delle aziende del settore hanno individuato le strategie dei prossimi mesi.

Strategie che si dovranno fondare su di un patto internazionale pubblico-privato finalizzato allo sviluppo di politiche turistiche nazionali, come del resto insegnano le felici esperienze di quegli Stati – pensiamo a Messico, Egitto e Cina – che hanno messo il turismo al centro della loro politica economica.

 Sintetizzando, le linee strategiche elaborate per il prossimo futuro sono le seguenti.

Sguardo rivolto (anche) ai Paesi del Bric
I mercati cinese, russo, indiano e brasiliano saranno sempre più importanti per il Vecchio Continente. Si tenga presente, infatti, che nel 2011 l’aumento dell’incoming è stato maggiore nelle economie avanzate (5 per cento) rispetto a quelle emergenti (3,8 per cento).

Destagionalizzazione
Processo possibile potenziando il cosiddetto “turismo senior”, anche sfruttando il nuovo Marchio Europeo di Qualità Turistica, che verrà lanciato nei prossimi mesi con l’obiettivo di riconoscere le migliori strutture turistiche dei Paesi membri dell’Unione europea.

Sviluppo di Internet
In appena due anni le prenotazioni via Internet sono passate dal 3 al 20 per cento del totale. Secondo recenti stime internazionali, nei prossimi cinque anni si arriverà a circa il 50 per cento.

Rivisitazione della disciplina dei visti turistici
E’ necessario prevedere una gestione gratuita e più agile dei visti turistici, per facilitare l’incoming di turisti provenienti da taluni Paesi (come ad esempio Russia e Cina).

Riforma del mercato del lavoro
Secondo gli imprenditori del settore, si avverte anche in tale comparto la necessità di introdurre forme di flessibilità nella disciplina dei rapporti di lavoro.

Articolo estratto dal mensile  Mondo Lavoro

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