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LA RISORSA UMANA CENTRALE NELLA CONSERVAZIONE E CRESCITA AZIENDALE

In uno scenario competitivo sempre più complesso, le aziende che vogliono vincere e crescere devono anteporre ad altri aspetti di gestione lo sviluppo costante e coerente del capitale umano, da sempre unica vera leva nella politica di gestione aziendale. Come un sistema biologico complesso, che deve adattarsi agli ambienti in cui si trova per tutelarsi e crescere, anche l’azienda ha bisogno di modulare la propria struttura organizzativa, con tutte le risorse all’interno, al fine di cogliere le variazioni del contesto e sapersi comportare di conseguenza.

A dimostrazione di questo, nuove teorie e nuovi modelli organizzativi stanno prendendo piede nelle più svariate parti del mondo, per fornire gli adattamenti ai cambiamenti del mercato dei quali l’organismo azienda ha bisogno per adattarsi all’ambiente circostante. Nell’adattamento organizzativo, così come il corpo umano valorizza quelli enzimi e quelle proteine che lo autoimmunizzano o lo rendono più forte nei momenti di difficoltà, così anche una moderna azienda deve valorizzare, modellare ed utilizzare il capitale umano.
Quando si parla di capitale umano però, non si può non tenere adeguatamente conto degli aspetti psicologici degli individui ed è qui che nasce la differenza tra aziende che credono nel potenziale degli individui, e che sono in grado di canalizzare comportamenti, idee e intuizioni nel corpo organizzativo, da quelle per le quali invece sembra sufficiente fermarsi ad un approccio di primo livello, senza coinvolgere le risorse umane a livello strategico e senza soprattutto approfondire la conoscenza di attitudini e abilità. Questa superficialità rende impossibile o estremamente difficile lo sviluppo delle risorse e dell’intera azienda. Le azioni volte allo sviluppo del Capitale Umano devono stimolare soprattutto la flessibilità mentale dei lavoratori. Un dipendente abituato ad operare in modo automatico difficilmente sarà funzionale nel momento in cui un’azienda ha bisogno di rimodulare la struttura organizzativa o introdurre innovazione. La creatività, il pensiero laterale, il pensiero critico devono essere stimolati continuamente per mantenere la cosiddetta elasticità mentale. A livello organizzativo, esattamente come per gli individui, l’elasticità organizzativa diventa fattore critico di successo e in molti casi, addirittura leva chiave per vincere la sfida competitiva. Prendiamo ad esempio la funzione commerciale, vitale per ogni attività economica. In relazione al proprio business ogni azienda dovrebbe modulare la struttura, in questo caso commerciale, e renderla flessibile alle svariate e continue fluttuazioni del mercato. Ad esempio molto popolare ed anche molto utile, in particolare se riferito ad alcuni modelli di business, la struttura organizzativa a matrice all’interno della quale vengono azzerare le gerarchie funzionali tradizionali ed il tutto viene costruito e modellato sulle necessità interfunzionali ed operative di cui l’azienda ha bisogno in quel particolare momento critico.

Questa struttura garantisce enormi vantaggi. Si ha la possibilità di poter determinare gli obiettivi in modo più preciso e dettagliato per singola tipologia di prodotto. Inoltre si può garantire un grado di flessibilità ai programmi produttivi in modo tale da poter attuare processi di adattamento, volti al mutabile contesto competitivo, più tempestivi possibile: il product manager garantisce un’attenzione riservata alla linea di prodotto di cui ha la responsabilità. Figura chiave per il funzionamento del modello matriciale è il product manager. Per competenza capacità e leadership questa figura diventa il cardine dello sviluppo della gestione e dei risultati di un team composto con modalità solo ed esclusivamente legata alla necessità commerciale e che determinerà il successo del prodotto o servizio corrispondente alle esigenze del cliente finale.

Fondamentale sottolineare che è sempre la strategia aziendale ed il conseguente orientamento organizzativo che determina la motivazione al risultato finale e il successo o insuccesso commerciale. Nell’attuale paradigma di business un’azienda product oriented riuscirà molto probabilmente ad incrementare la qualità dei propri prodotti, ma se poi non trova sbocco in un mercato che le permette di svilupparsi, difficilmente si prospetta un futuro positivo. Un’organizzazione di un’azienda marketing oriented, invece, strutturata con product manager, riuscirà molto più facilmente a garantire qualità al prodotto ed allo stesso tempo a svilupparsi in un mercato globale ed in continuo cambiamento.

Andrea Leonelli

Management Academy Sida Group
Area Risorse Umane