Cosa succede quando mettiamo insieme 20 persone? La risposta sempre vera è una sola: cambiano!

In gruppo si cambia, il gruppo cambia le persone che lo compongono. E’ evidente che in 20 (o 30, 40,…) si possono affrontare sfide che uno solo non può vincere, ma c’è anche altro. In gruppo emergono dinamiche interpersonali completamente diverse da quelle che i singoli partecipanti al gruppo metterebbero in atto se non fossero con quelle specifiche persone e in quello specifico contesto.

È la strana alchimia dei gruppi, che può renderli produttivi in modi straordinari o conflittuali e persino distruttivi. Ma quando il gruppo è di lavoro, magari una riunione di manager che deve decidere del futuro di un’azienda, o quando il gruppo è di allievi in formazione, magari futuri esperti di Risorse Umane o di Finanza e Controllo o di Marketing, possiamo permetterci solo uno scenario: che il gruppo raggiunga dei risultati positivi e importanti nei tempi previsti. Nelle aule e nei meeting di lavoro la posta in gioco è troppo grande per accettare qualunque scenario che non sia il successo. Questo richiede un’attenta e puntuale gestione dei processi e delle dinamiche interpersonali.

Gestire ha nella sua etimologia l’amministrare, che a sua volta ha dentro sia il servire che il governare. Chi gestisce un’aula o un meeting è al servizio di chi ha di fronte e insieme governa la situazione, serve al corretto funzionamento del gruppo e insieme ne dirige i processi e i componenti per raggiungere i risultati attesi.

Gestire un’aula o un meeting di lavoro somiglia molto al compito dello skipper rispetto al suo equipaggio: deve dare dei compiti a tutti e fargli raggiungere il massimo risultato individuale possibile. E allo stesso tempo deve coordinare tutti, perché solo così la barca può vincere. È indiscutibilmente il leader, ma può riuscire nei suoi intenti solo con lo sforzo coordinato di tutti e facendo da collettore, da terminale dell’impegno di ognuno dei suoi, che ricoprano un ruolo strategico o solo operativo.

È per questo motivo che non si diventa skipper senza aver prima imparato a ricoprire gli altri ruoli. Ed è per lo stesso motivo che chi gestisce le aule di formazione e i meeting di lavoro deve conoscere dettagliatamente tutto quello che può accadere quando metti insieme tante teste pensanti, ognuna con la sua voglia di mettersi in evidenza o di restare più nascosta, con le sue competenze esclusive o comuni ad altri, con la sua visione del lavoro, della formazione, dei risultati da raggiungere e dei modi per farlo.

Per chi si occupa o si vuole occupare di formazione è necessario rinforzare le proprie competenze attraverso la conoscenza e la padronanza della gestione, anche psicologica, dell’aula. Perché 8 volte su 10 gli allievi sono assetati e affamati di conoscenza e non cercano altro, ma due volte su dieci le cose sono più complicate e una gestione sbagliata può far perdere definitivamente l’aula.

Per chi ha nei suoi ruoli quello di far funzionare i meeting di lavoro è necessario padroneggiare tutte le dinamiche che possono accadere, perché è in quelle riunioni che si decidono le strategie e come affrontare il futuro e nessuna organizzazione può prosperare senza che i suoi meeting siano pienamente efficaci.

Gestire è una grande responsabilità. Chi ha questo compito deve acquisire la capacità di rispondere a tutte le situazioni possibili.

Alberto Daniele

Consulente e Formatore