Il dress code del colloquio ovvero: come dimostrare di essere il candidato ideale senza rinunciare a femminilità e dettagli!

 Anche se non avete in mente di lavorare per Miranda Priestly, la temibile direttrice de “Il Diavolo veste Prada”, l’abbigliamento per un colloquio di lavoro è un biglietto da visita importantissimo! Proprio nei primi 30 secondi, il vostro esaminatore si farà di voi un’idea ben precisa che sarà difficile cancellare. Per gli uomini, una sola giacca anche senza cravatta risolve questo enigma.

 

Per le donne non è affatto semplice, perché per quanto riguarda la professionalità al rosa pesa ancora oggi un pregiudizio antipatico ed obsoleto sul modo di vestire.

Ma come si può esprimere il proprio talento senza rinunciare all’amore per la moda? Niente panico: è possibile fare bella figura e dare l’impressione vincente seguendo innanzitutto due principi assoluti: ordine e accuratezza – necessari a prescindere dall’outfit prescelto. In questi dettagli il vostro futuro datore di lavoro leggerà precisione e affidabilità, che al giorno d’oggi sono, per un’azienda, valori fondamentali. Ecco quindi la mia classifica “semiseria” sull’abbigliamento da colloquio, con una raccomandazione: ricordare sempre che non siete macchine ma menti e un’azienda seria ha bisogno di personale ordinato e ben vestito.

 Per risultare professionali non è necessario negare la propria femminilità, basta semplicemente non ostentarla. È per questo che sono da evitare sempre e necessariamente stampe pseudoleopardate o maculate, abiti con volant o semitrasparenti che lasciano intravedere corsetteria e curve mozzafiato, anche se si tratta di un appuntamento come receptionist di un circo. Il tailleur giacca e pantalone si rivela sempre un’ottima decisione, specie se di taglio maschile e abbinato a una scarpa con il tacco e a una camicia bianca dal fit attillato, che non guasta mai e va bene per le magre e le formose. Se scegliete una gonna, abbinateci pure delle ballerine. Se il vostro appuntamento si svolge d’estate, un classicissimo ma sempre elegante tubino nero è il non plus ultra, magari abbinato a un filo di perle di Maiorca. I dettagli sono importanti: le scarpe, ad esempio non devono essere logore o consumate. Quindi siate sobrie senza essere troppo maschili: persino personalità di un certo calibro hanno dovuto rifarsi il look perché criticate sull’abbigliamento! Hillary Clinton, ad esempio, è stata accusata di vestirsi in maniera troppo mascolina ed è passata a completi color pastello dal taglio decisamente più morbido.

I capelli devono essere ordinati, sciolti e ben curati quindi evitate piastre frisé, chignon o acconciature da matrimonio: la donna con capelli puliti e ben pettinati risulta già ordinata anche se in jeans e maglietta. Ricordate sempre di non usare firme e loghi in vista: risultereste maniache dello shopping sfrenato, pronte per uscire alle 17:00 per la “vasca shopping” con le amiche. Usate con parsimonia colonie dal profumo forte ed eccessivo: devono ricordarvi per ciò che avete detto e comunicato, non per l’odore che avete lasciato. Un abbigliamento sobrio, dai colori tenui e senza troppi accessori è in generale sempre una buona scelta sia per un colloquio che per andare a lavoro ogni giorno.

Ricordate di non incrociare mai braccia o gambe: sono segni di chiusura verso l’interlocutore! Non accettate caffè o altro anche se gentilmente offerti – a meno che non sia indispensabile – e ponete sempre delle domande sull’azienda: dimostrerete di essere davvero interessate a farne parte. Lasciate parlare l’interlocutore e ponderate bene le risposte senza avere fretta: sarete in grado di capire esattamente le qualità della persona che ricercano. E per gli appunti, portate con voi un’agenda: molto più elegante di qualsiasi pc o tablet. Quasi dimenticavo: un filo di cipria nasconde le sudatine emozionali!

Articolo tratto dal mensile Mondo Lavoro

scritto da G.Baiocco

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