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L’evoluzione dei brand sul modo di vivere i social network

L’evoluzione dei brand sul modo di vivere i social network​

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immagine per il blog L'evoluzione dei brand sul modo di vivere i social network per la Management Academy Sida Group

Il brand ai tempi dei social

In una società sempre più dettata dalla velocità, dal rapporto interpersonale e personale trasposto su uno schermo di un laptop o di uno smartphone, anche i brand, grandi o piccoli che siano, sono stati costretti a mutare la loro concezione e modo di vedere il mondo dei social media.

Si tratta di un mondo in continuo mutamento, fatto di algoritmi, di formule, di engagement, share, hashtag e, sopratutto, di un avvicinamento del brand al suo pubblico. E’ infatti innegabile che si è passati già da qualche anno a un passaggio dal brand che lancia messaggi monodirezionali senza possibilità di risposta ad un marketing dove la chiave è lo scambio di opinioni, di impressioni e di condivisioni down up tra l’azienda e il suo target. I clienti sono diventati ambassador e migliori promoter e l’azienda ascolta i feedback da loro derivanti per portare un prodotto sempre migliore e customizzato per le esigenze delle loro community.

La Community

Community è, per l’appunto, lo strumento più grande fino ad oggi di cui un’azienda o una media agency poteva disporre (oltre agli influencer).

Per chi fosse rimasto lontano dal mondo negli ultimi 5 anni, la community è quell’ambiente dove un gruppo di persone si riuniscono sulla base di un interesse e parlano di esso nel bene o nel male.

Bene, questo trend della creazione una community numerosa che parla con l’azienda di un suo prodotto (o servizio), potrebbe venire meno. O meglio, potrebbe subire una nuova evoluzione. Le community saranno infatti sempre più piccole, più settorializzate e avranno un contatto sempre più diretto e più umano con il brand. Un contatto fatto di messaggi privati, customers service e delle pubblicità al massimo della targetizzazione.

Si potrebbe pensare ad un ritorno al passato, dove il negoziante sottocasa ti salutava quando ti vedeva e ti chiedeva come è andata la giornata mentre venivi accolto nel suo negozio. Non faresti una buona pubblicità ad un posto simile? Non ne parleresti positivamente ai tuoi amici?

Questo stesso procedimento si sta, forse involontariamente, riproponendo su una scala più grande, globale, grazie ai social network.

Il Tone of Voice

Il cambiamento sarà solo nella frammentazione del target? Assolutamente no.

Il tone of voice, lo stile di comunicazione del brand, sarà un altro punto che sta già subendo importanti modifiche. Stiamo assistendo sempre più ad un metodo comunicativo più umano e sempre meno “aziendale” proprio perchè è importante che il target non si senta a disagio nel momento in cui si riesca ad instaurare una linea comunicativa con il brand.

Quindi sarà sempre più importante che il tono sia amichevole, vicino alla persona e perchè no, magari usando anche qualche slang locale.

In fondo, non è il linguaggio utilizzato che determina o meno la professionalità quanto i risultati ottenuti.

I Nuovi Ambassador

Avevo accennato inizialmente ai clienti come migliori ambassador e promoter per un brand. Tuttavia, non è sufficiente limitarci alla sola categoria dei consumatori, sarebbe bene ampliare il tutto anche ai dipendenti.

E’ sufficiente pensare che nei momenti in cui un brand è in difficoltà le prime persone intervistate siano proprio i dipendenti per capire l’importanza che questi ultimi si trovino bene nel loro luogo di lavoro e che quindi siano i primi difensori nei momenti bui e i primi promotori nei momenti di quiete. In particolar modo in un periodo storico come quello attuale in cui i social media fanno parte della nostra vita quotidiana e dei quali i brand, volenti o nolenti, non possono più farne a meno per sopravvivere nel mercato.

In conclusione, per un brand è ormai tempo di non considerarsi più voce massima autoreferenziata che si eleva a “leader” di questo settore o quell’altro. Il pubblico è diventato sempre più accorto e sempre meno si fida degli influencer quando questi sono i primi a non risultare credibili nei loro messaggi, figurarsi se possono fidarsi di una opinione autoreferenziale. Al contrario, tramite le community e le recensioni da parte di altri utenti, si creerà un feedback quantomeno veritiero basato sulle esperienze vissute da veri acquirenti.

Quindi è imprescindibile che il brand sia vicino al suo target, che lo ascolti, che risponda alle sue esigenze e che arrivi anche a scusarsi quando la situazione lo richiede; in poche parole che sia più umano e meno entità astratta .

Ne viene, di conseguenza, che i social network non siano più soltanto un mero vezzo accessorio ma strumento fondamentale all’interno di una strategia aziendale ben strutturata che sia volta verso un maggior contatto con il singolo individuo appartenente al proprio target.


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