Il mercato del lavoro è mutato e sta mutando velocemente. Di cosa abbisognano le aziende? Qual è la mentalità che deve caratterizzare i manager e gli specialists della classe occupazionale futura?

  1. Fondamentali: conoscenza dell’inglese e dell’informatica digitale;
  2. intelligenza emotiva, empatia, intraprendenza, problem solving, determinazione, decision-making, creatività, pro-attività, capacità relazionale;
  3. qualità dei valori e senso di responsabilità nel processo formativo e nell’approccio al lavoro;
  4. motivazione al successo con disponibilità a condividere sistemi premianti, spirito di imprenditorialità;
  5. equilibrio emotivo e maturità psicologica;
  6. flessibilità ed eccleticità, agilità mentale;
  7. predisposizione all’apprendimento e all’autoformazione;
  8. mentalità economica/organizzativa/finanziaria, predisposizione mentale alla vendita, ai risultati economici e alla riorganizzazione continua;
  9. resilienza e capacità di adattamento;
  10. capacità e velocità operativa, capacità di sintesi;
  11. visione strategica, mentalità alla pianificazione, visione eclettica e sistemica;
  12. capacità di lavorare in gruppo/squadra;
  13. propensione alla crescita individuale e professionale;
  14. senso di appartenenza, di fedeltà, di condivisione, di valori e di progettualità;
  15. mentalità intuitiva (insight intellettuale/insight emotivo);

Queste sono le principali aspettative delle aziende, come si evince da una ricerca condotta nel 2015 dalla Fondazione Centro Formazione Manageriale di Ancona su un campione di 500 aziende che devono predisporre la nuova classe manageriale e degli specialists.

Il manager è colui che guida la macchina organizzativa ai vari livelli aziendali, gestendo le risorse in relazione agli obiettivi che vengono fissati dalla governance.

Lo specialist è colui che mette a punto la macchina organizzativa e ne cura la manutenzione, in relazione agli obiettivi che il manager definisce.

Quali i fabbisogni emergenti del mercato dei giovani?

  1. Un lavoro più gratificante e motivante
  2. Un lavoro in un contesto organizzativo intelligente e aperto alla pro-attività
  3. Un lavoro coinvolgente e responsabilizzante
  4. Un lavoro che consenta un’espressione individuale e permetta di sentire l’appartenenza ad un gruppo organizzato e orientato alla crescita
  5. Un lavoro dove il processo decisionale è condiviso e co-partecipato.

Tutto ciò implica una rivoluzione nei processi formativi, dove la figura del nuovo manager diventa centrale.

Ciò implica una profonda rivoluzione nella filiera educativa e formativa.

La Scuola di Palo Alto dalla California, che spicca per la cultura formativa basata sulla filosofia di Lupelius, sta già applicando una metodologia didattica che risponde alle nuove esigenze.

L’intera filiera formativa, che va dalla famiglia ad ogni livello della scuola fino all’università e agli studi superiori, dovrà essere profondamente ristrutturata per accogliere questa nuova realtà ed esigenza.

Dovrà essere velocemente acculturata e formata l’attuale classe formativa. Si dovrà agire sui contenuti, sulle metodologie didattiche, sulle strutture dei processi, sulla composizione del corpo docente e di tutoraggio.

Si dovrà perseguire la visione per cui la formazione è un’azienda la cui funzione è perseguire l’obiettivo “dall’uomo giusto al posto giusto” e come tale il suo orientamento strategico è quello di soddisfare le esigenze del consumatore, dove per consumatore del contesto lavorativo si intendono da un lato l’occupato e dall’altro le aziende.

E’ nella misura in cui il sistema didattico saprà integralmente riformarsi che si riuscirà a competere e a rispondere al profondo processo di cambiamento in atto.

La filosofia del lavoro è già mutata e sta mutando ogni giorno a velocità esponenziale.

Solo se si saprà dare velocemente risposta a questa esigenza evolutiva si riuscirà, come paese, a mantenere una posizione centrale nel processo di globalizzazione.

 

Flavio Guidi

Management Academy Sida Group

Area Macroeconomica