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DAL REVENUE MANAGER AL PERSONAL CONCIERGE:
LE NUOVE FRONTIERE DEL TURISMO 4.0 CONQUISTANO IL SETTORE ALBERGHIERO

Turismo. Una parola che piace tanto e che attira giovani in cerca di un’occupazione o un’esperienza lavorativa. In fondo tutti amiamo viaggiare e sogniamo da piccoli un lavoro che ci permetta di visitare il mondo. E’ arrivato il momento di svegliarci, però. E di capire che per lavorare nel mondo del turismo c’è bisogno di tanta formazione professionale. E soprattutto di passione, perché in verità chi lavora nel turismo, normalmente, lo fa mentre tutti sono in vacanza.
Ma quali sono realmente le professioni che il mercato interno del turismo richiede? La varietà degli operatori che operano nel settore turistico-alberghiero ed il relativo panorama delle professioni si presenta molto variegato. Innanzitutto, oltre alla competenza, è richiesta un’elevata conoscenza delle lingue.
Mentre la prima grande rivoluzione, avvenuta già da qualche anno, riguarda l’evoluzione tecnologica: servizi di booking online (diretti o intermediati), gestionali e channel manager, applicazione e georeferenziazione, danno agli operatori turistici strumenti nuovi di sviluppo commerciale e fidelizzazione. Proprio in questo ambito si inseriscono i nuovi profili ricercati nel settore, che spiccano per le competenze legate al web e ai social network. Al fianco del web marketer, a gestire gli strumenti di vendita, troviamo oggi uno tra i profili più richiesti nell’ambito dell’hotellerie: il revenue/pricing manager. Ovvero colui che attraverso la gestione delle leve del prezzo, con l’obiettivo di aumentare quanto più possibile i ricavi, gestisce i listini tariffari delle camere oggi oramai totalmente dinamici.
Al passo con gli strumenti di marketing e vendite crescono anche le esigenze legate ai processi di gestione dell’accoglienza. Il turismo 4.0 passa dal concetto di viaggio all’ “esperienza” (meglio se condivisa tramite i social). E dal turista all’ “ospite”.
Per rendere ogni soggiorno indimenticabile oggi sono sempre più ricercate le figure tradizionali, perno dell’accoglienza e dell’hotellerie, quali il capo ricevimento, la governante, che trovano la loro evoluzione nelle figure nuove del concierge e del guest relations soprattutto nell’offerta alberghiera di lusso e nel settore business ultimamente in grande crescita.
Che ruolo gioca in questo scenario la formazione per i giovani che vogliono intraprendere una delle professioni sopracitate?
Primo step è la scelta della Scuola Secondaria Superiore la cui offerta formativa riguarda principalmente tematiche inerenti l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera registrando negli ultimi anni un notevole incremento di iscritti. La formazione superiore si completa con il percorso biennale post diploma che costituisce la recente offerta di istruzione terziaria non accademica e che prevede ore di formazione svolte per il 50% da esperti del mondo del lavoro e per una parte di tirocinio in azienda. Parecchi sono i percorsi universitari nati nell’ambito del turismo negli ultimi anni: quasi 30 lauree triennali e più di 20 magistrali tra scienze del turismo e classi miste.
La formazione accademica, quindi, rappresenta una prima importante fase di training, luoghi preposti per l’acquisizione di metodi. La vera “scuola”, però, i giovani l’affrontano sul campo attraverso percorsi di specializzazione ed alta formazione: master di I e II livello che presentano programmi altamente specializzati su tematiche in linea con quanto chiesto dal mercato. Tecniche di accoglienza, lingue straniere, pricing e revenue, web marketing e cross selling, sono alcune delle tematiche affrontate che si alternano a momenti di tirocinio formativo in strutture italiane o estere. Un’opportunità che vede un collocamento quasi certo di figure formate e pronte all’operatività per un percorso di crescita professionale in un settore pronto ad accogliere giovani intraprendenti con una forte passione per l’accoglienza.

Letizia Ciaccafava