Entrare nel mercato libero dell’energia elettrica e gas è ad oggi, insieme al contenimento e l’ottimizzazione dei consumi, uno strumento per incidere e ridurre concretamente i costi dell’energia acquistata.

In Italia il processo di liberalizzazione del sistema elettrico è stato portato a termine nel  2007 e trova origine dall’approvazione di due Direttive europee: la Direttiva 96/92/CE per l’elettricità e la Direttiva 98/30/CE per il gas. I successivi recepimenti in Italia attraverso il Dlgs n. 79/1999 (Decreto Bersani) per l’elettricità ed il Dlgs n. 164/2000 (Decreto Letta) per il gas hanno avviato la trasformazione del mercato italiano.

Secondo i dati forniti dal progetto “Energia: diritti a viva voce”, promosso dal ministero dello Sviluppo Economico, oltre 5,6 milioni di famiglie, rispetto ai 3,7 milioni di utenti di circa un anno e mezzo fa, hanno scelto il mercato libero. Per quanto riguarda le piccole e medie imprese i dati indicano un ricorso alle offerte libere da circa un terzo dei soggetti (circa 2,8 milioni di Pmi).

Con il libero mercato ogni cliente finale è libero di scegliere le proposte di diversi operatori e negoziare con essi una serie di elementi commerciali significativi. L’identificazione del fornitore ottimale si basa generalmente su una scala di valori che prevedono, in ordine di importanza, la valutazione dei seguenti parametri dell’offerta:

  • Prezzo proposto
  • Affidabilità tecnico/commerciale
  • Supporto post-vendita
  • Servizi contrattuali ed operativi accessori
  • Tariffa dell’energia elettrica e del gas per utenti non domestici

Nel caso in cui il cliente non scelga il proprio fornitore sul libero mercato, sono previste una serie di norme e di strumenti di tutela per garantire la regolare continuità dell’erogazione del servizio e l’applicazione di prezzi ragionevoli. Nello specifico, il quadro normativo è costituito:

  • dalla direttiva 2003/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2003;
  • dal decreto legge 18 giugno 2007 n. 73 recante misure urgenti per l’attuazione di disposizioni comunitarie in materia di liberalizzazione dei mercati dell’energia;
  • dalla delibera 156/07 dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) per l’approvazione del testo integrato (denominato TIV) delle disposizioni per l’erogazione dei servizi di vendita dell’energia elettrica di maggior tutela e di salvaguardia ai clienti finali ai sensi del decreto legge 18 giugno 2007, n. 73/07.

In base alle suddette disposizioni i clienti che non hanno scelto un fornitore del mercato libero saranno compresi nel “Servizio di maggior tutela” o nel “Servizio di salvaguardia”.

Nel “Servizio di maggior tutela” rientrano:

a) i clienti finali domestici;

b) le piccole imprese, purché tutti i punti di prelievo nella titolarità della singola impresa siano connessi in bassa tensione;

c) i clienti finali titolari di applicazioni relative a servizi generali utilizzati dai clienti di cui alle precedenti lettere a) e b), limitatamente ai punti di prelievo dei medesimi servizi generali (per esempio illuminazione scale condominiali e ascensori).

Per piccole imprese si intende i clienti finali, diversi dai clienti domestici, aventi meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro. L’identificazione delle piccole imprese avviene mediante dichiarazione sostitutiva rilasciata dal legale rappresentante dell’impresa o dal soggetto che richiede la fornitura di energia elettrica. L’erogazione del servizio è garantita dall’impresa di distribuzione, anche attraverso apposite società di vendita, e i prezzi di riferimento per la fornitura di energia elettrica sono definiti dall’AEEG.

Il “Servizio di salvaguardia” è riservato ai clienti non aventi diritto al “Servizio di maggiore tutela”, ossia ai clienti non domestici alimentati in bassa tensione aventi più di 50 dipendenti o un fatturato annuo superiore a 10 milioni di euro. La salvaguardia garantisce dunque la continuità della fornitura dell’energia elettrica ai clienti di medie e grandi dimensioni che, dopo la liberalizzazione del mercato dell’energia, non hanno scelto un fornitore nel mercato libero o che, per qualsiasi motivo, sono rimasti senza fornitore. In questi casi i clienti vengono assegnati automaticamente all’esercente il servizio di salvaguardia. Le condizioni economiche, a differenza di quelle di “maggiore tutela” per i piccoli clienti, non sono stabilite dall’Autorità, ma sono il risultato di un’asta al ribasso che viene svolta ogni due anni, nel periodo immediatamente precedente l’inizio del periodo biennale di esercizio della “salvaguardia”. I prezzi praticati sono indicizzati ai prezzi di acquisto della “Borsa Elettrica” e cambiano ogni mese in funzione dell’andamento del Mercato Elettrico. Gli esercenti hanno l’obbligo di pubblicare sul proprio sito internet le condizioni contrattuali e i prezzi praticati.

Articolo redatto da Evelyn Accadia della Garbini Consulting

 

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