Iginio Straffi, il papà delle Winx: “bisogna coniugare la creatività con l’organizzazione e la disciplina. Soltanto così si possono affrontare le difficoltà di un processo produttivo industriale”

E’ il fondatore e Presidente del Gruppo Rainbow, il più grande studio di animazione in Europa, con sede nelle Marche, a Loreto, conosciuto soprattutto per l’acclamatissimo “Winx Club“.  Iginio Straffi è un creativo per eccellenza. Uno che ha saputo mettere in relazione il guizzo della genialità con la logica del marketing imprenditoriale. Il risultato? Un successo planetario. Straffi inizia la sua carriera in Italia come scrittore e disegnatore in diverse riviste e case editrici (è stato tra i disegnatori di Nick Raider, edito da Bonelli). Assunto immediatamente come direttore artistico proprio da Sergio Bonelli, gli viene subito data la grande responsabilità di seguire una delle loro storie di punta, Nick Raider, nonostante la sua giovane età. Ben presto la sua fama di fumettista di talento varca i confini nazionali e viene riconosciuta anche dall’industria della TV e del cinema e così decide di seguire interessanti progetti per conto di diversi studi di animazione in giro per l’Europa Decide, infatti, di recarsi in Francia e in Lussemburgo dove lavora in diverse produzioni cinematografiche.

Tornato in Italia, mette a frutto la sua esperienza e fonda nel 1995 la Rainbow con lo scopo di produrre opere multimediali per bambini. In poco più di dieci anni, sotto la guida visionaria di Straffi, Rainbow cresce rapidamente e diventa una vera e propria Industria dell’Intrattenimento alla quale fanno capo 10 aziende tra le quali, uno studio di animazione per le produzioni TV , uno studio che si dedica interamente alle produzioni cinematografiche, un’Accademia, per la formazione di nuovi talenti, una casa editrice, una digital house per lo sviluppo di giochi on line, Parchi tematici ed eventi. Ha diretto numerose serie televisive animate: Tommy & Oscar, Prezzemolo, fino al successo di Winx Club, diventato un vero fenomeno mondiale fin dalla prima apparizione in TV nel 2004. Il programma ha ottenuto un grande successo televisivo, soprattutto tra il pubblico femminile (specialmente quello infantile e preadolescenziale), in Italia e in molti altri paesi nel mondo diventando un vero programma cult dall’Europa agli Stati Uniti fino alla lontana Asia. Le fatine del Winx Club rappresentano inoltre un vero e proprio caso di scuola di merchandising dei personaggi di fantasia: esistono prodotti di ogni genere con le immagini delle Winx. Un vero e proprio fenomeno di costume riconosciuto tra le ragazzine di tutta Europa con un indice di gradimento di oltre il 90% nella maggior parte dei Paesi. Ci sono oltre 6000 prodotti diversi presenti sul mercato, dai giocattoli all’ abbigliamento a marchio winxclub. Il suo enorme successo ha contribuito a posizionare Rainbow al 12esimo posto tra i 150 top licenziatari di tutto il mondo.

Dopo Winx Club, Straffi ha ideato e diretto le serie di animazione Monster Allergy, Huntik – Secrets & Seekers e PopPixie. Dal 2012 Straffi è anche produttore della serie animata Mia and Me. Oggi, Straffi è occupato a fare film e ha appena realizzato il primo film in 3D stereoscopico prodotto interamente in Italia, ‘Gladiatori di Roma’, che ha incassato fino a questo momento oltre 50 milioni di dollari e che lo rende uno dei più animati 3D film di maggior successo provenienti dall’ Europa. <<Sono cresciuto in una terra meravigliosa in prossimità dei Monti Sibillini, dove un bambino ha spazi illimitati per liberare la sua immaginazione – dice Straffi – Se ripenso alla mia infanzia, posso ancora sentire l’emozione dell’avventura, il piacere di ascoltare storie e raccontare storie, il mio desiderio di fermare il tempo attraverso la scrittura e il disegno. Ho avuto la fortuna di vedere i miei sogni dell’infanzia realizzarsi e spero che la mia storia possa ispirare tutti i bambini a non smettere mai di sognare>>.

Da fumettista ad imprenditore e produttore di successo. Quanto e in che modo la creatività ha inciso nella sua crescita professionale?

<<La creatività è stata la mia bussola già dai tempi del liceo quando ho iniziato a disegnare le prime tavole come fumettista. Nel corso degli anni ho poi imparato a coniugare la creatività con l’organizzazione, la disciplina. Soltanto così si possono affrontare le difficoltà di un processo produttivo industriale che non comprime la creatività che ha bisogno di essere concimata come una pianta>>.

Nell’attuale mondo del lavoro si sente spesso dire che la creatività è una qualità apprezzata e valutata positivamente dalle aziende. Ma è, poi, così vero? Un tempo il creativo veniva quasi snobbato da molte società/industrie. Oggi si è, forse, ribaltato il punto di vista?

<<La creatività non può essere qualcosa di estemporaneo, un prodotto artistico è il frutto di un lunghissimo lavoro di perfezionamento che deve portare alla qualità più alta. Per capire questo concetto basta andare a Casa Leopardi e vedere dopo quante riscritture e cancellature Giacomo è arrivato alla stesura definitiva dell’Infinito>>.

Creativo è comunque un concetto che può significare tutto e nulla. Quali sono, realmente, le professioni che hanno a che fare con la creatività utili alle imprese di oggi?

<<A mio parere tutte, anche il più noioso dei processi industriali può essere migliorato grazie ad una intuizione. Le grandi scoperte non sono forse nate spesso per una capacità di leggere la realtà con un occhio diverso?>>.

In quale settore sono richieste maggiori doti creative?

<<In Italia abbiamo dimostrato come un’attitudine al bello, una prossimità all’arte e alla cultura possono poi contagiare qualsiasi tipo di produzione industriale. Cosa è il design se non un rivestimento artistico che rende più bello anche il più banale degli oggetti?>>.

La formazione scolastica e universitaria è in grado di sviluppare nell’individuo particolari doti creative tali da essere poi investite nell’attuale mercato del lavoro?

<<Direi che questo sta accadendo sempre di più. Ci sono corsi sempre più aggiornati e nuove scuole, anche se io credo che l’esperienza acquisita sul campo sia la migliore>>.

Lei, nella sua azienda, su quali skills punta maggiormente?

<<Ricerca della qualità, amore per la perfezione, voglia di essere internazionali, capacità di sopportare i sacrifici>>.

Che consiglio darebbe ai giovani neolaureati in procinto di abbracciare il mondo del lavoro?

<<Debbono continuare a sognare>>.