CROWDFUNDING:

UNO STRUMENTO DI FINANZA ALTERNATIVA PER LO SVILUPPO DEI SOGNI DIVENUTO REALTA’

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Il crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento), è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per sostenere sforzi di persone e organizzazioni.

Di fatto, intrattiene rapporti di discendenza con il microcredito, ideato e realizzato dall’economista e banchiere bengalese Muhammad Yunus (premio Nobel per la Pace nel 2006) per sostenere con piccoli prestiti gli imprenditori dei paesi in via di sviluppo, soprattutto le donne. I principi base del microcredito e dell’investimento basato sul crowdfunding sono analoghi, poiché entrambi concernono la raccolta di capitali a favore di persone tagliate fuori dai circuiti di credito tradizionali, in modo che possano creare e far prosperare i loro affari.

Un altro suo antenato è anche il Fundraising. Con questo termine si indica un insieme di attività volte a promuovere e raccogliere contributi da persone, aziende e organizzazioni di varia natura. Si applica di solito alle raccolte fondi per organizzazioni no profit, ma non è escluso che possa essere attuato da organismi che al profitto puntano eccome.

Detto questo, di primo acchito, potrebbe sembrare che il tema possa essere rivolto solamente a un gruppo ristretto di utenti presenti in determinati paesi più aperti a idee simili. Ma il motivo per cui vale la pena di interessarsi al fenomeno del crowdfunding e tifare perché esca dalla sua nicchia per invadere l’Italia, con lo stesso impeto dei social network, delle app e di altri fenomeni ad alto quoziente tecnologico esplosi negli ultimi anni, è che riguarda qualcosa di molto più importante del denaro. In realtà riguarda i sogni e come realizzarli, e quindi c’entra con chiunque abbia il coraggio e la volontà di liberare le proprie visioni e farle volare.

La crisi in cui ci si dibatte da anni ha prodotto molti effetti nefasti. Uno dei peggiori non è tanto che circolino meno soldi di prima, quanto che questa scarsità giustifichi spesso l’abbandono della fiducia in sé stessi. Quando si smette di credere che qualcosa sia possibile, automaticamente vengono ridotte a zero o poco più le possibilità di concretizzarlo.

I punti di forza sono molteplici. Innanzi tutto, il crowdfunding mette di fronte alla responsabilità del perseguimento del successo, qualunque sia il significato che gli venga attribuito. In particolare nella formula denominata “All or nothing” il successo consiste nel raggiungere un obiettivo economico ben preciso, che corrisponde a un numero. Se lo si raggiunge, o si supera quel numero, si ottiene successo, altrimenti no.

Il crowdfunding spinge a ragionare per obiettivi. È una modalità di pensiero alla quale non tutti sono abituati, ma che rappresenta innegabili vantaggi. Il primo e forse più importante da un punto di vista psicologico, è che induce a proiettarsi verso il futuro, fornendo una direzione verso la quale orientare le azioni, e questo innegabilmente è un ottimo antidoto alla sensazione di inutilità che attanaglia fin troppe persone.

L’altro lato della medaglia è che chi cerca di emergere facendo leva sulle proprie idee e i propri talenti, chi punta al proprio successo, sbatte fin troppo spesso contro un muro di inveterato scetticismo. Da qui la famigerata, ma non efficacemente combattuta, fuga dei cervelli. Il crowdfunding ha l’enorme potenziale di aiutare chi, giovane o meno, con obiettivi validi vuole superare gli ostacoli presenti in una società governata da banche e detentori di grandi patrimoni.

Ma nel concreto, di che cosa parliamo quando parliamo di crowdfunding?

Il Framework for European Crowdfunding recita: crediamo che il crowdfunding sia uno dei mezzi più validi per finanziare nuove idee, piccole imprese e per creare posti di lavoro in tutta Europa. Si tratta di uno strumento altamente democratico che può avere un impatto dirompente sulla comunità, le start-up e il credito al consumo, consentendo la creazione di valore a molti livelli, non solo finanziario.

[…] Il crowdfunding può essere definito come lo sforzo collettivo di molti individui che creano una rete e uniscono le proprie risorse per sostenere i progetti avviati da altre persone o organizzazioni. Solitamente attraverso o comunque con l’aiuto di internet. I singoli progetti e le imprese sono finanziati con piccoli contributi da un gran numero di individui, permettendo a innovatori, imprenditori e titolari di aziende di utilizzare le loro reti sociali per raccogliere capitali.

In parole semplici, con termine crowdfunding viene definito il processo con cui si chiede denaro a una folla (crowd) di persone per raccogliere capitali con cui finanziare i propri progetti. Con questo sistema si riesce a bypassare le banche, le finanziare e i venture capital, e far sovvenzionare idee direttamente dagli utenti di internet che daranno sostegno finanziario per realizzare determinati obiettivi.

Questo sostegno non è necessariamente a fondo perduto. Chi sostiene economicamente una campagna simile può essere definito in vari modi, fra i quali “supporter” e “donatore”: ma, attenzione, con “donatore” non si intende “mecenate”, né tantomeno “qualcuno che butta i soldi dalla finestra”. Chi “dona” si aspetta di solito qualcosa in cambio.

Nella pratica si tratta di utilizzare una piattaforma online per creare una pagina web che ospita informazioni, foto e video che promuovono nuovi progetti, prodotti o servizi. In cambio delle donazioni effettuate dai supporter, il crowdfunder, ossia chi vara una campagna di crowdfunding, offre abitualmente particolari contropartite, dette ricompense (rewards). Quando non si tratta di quote di proprietà e di profitto, il che avviene solo nel caso dell’equity crowdfunding, le ricompense assumono spesso la forma di merchandise esclusivo o di accesso a eventi speciali, oppure di altri incentivi. Le possibilità possono essere infinite, ma occorre tener presente che il principio base rispetto ai potenziali donatori è: coinvolgere, coinvolgere, coinvolgere.

Ovviamente il confronto è con coloro che risiedono davanti al monitor del loro computer. Non male per uno strumento, il web, che viene spesso accusato essere un mezzo di alienazione collettiva. Perciò, se i social network sono strumenti per la condivisione di informazioni, il crowdfunding è un mezzo di condivisione di risorse economiche.

Un esempio calzante è Kickstarter (piattaforma donation and reward-based americana, fondata a New York nel 2009 e tra le più grandi nel mondo), ideata da Perry Chen, un appassionato di jazz frustrato per non essere stato capace di raccogliere denaro sufficiente per portare un DJ al festival di New Orleans, Louisiana. Il progetto è stato poi lanciato da lui insieme a Yancey Strickler e Charles Adler.

Negli Stati Uniti, Kickstarter ha dichiarato di aver raccolto oltre un miliardo di dollari da 5,7 milioni di donatori, grazie al quale ha finanziato oltre 135.000 progetti, che spaziano dalla ricerca medica, allo sviluppo di nuovi prodotti e al quello di tecnologie innovative, a un telescopio spaziale da 1,5 miliardi di dollari, sostenuto anche dal cofondatore di Google (Larry Page), . Nel complesso, il 44% dei progetti arrivati sul sito Kickstarter hanno raggiunto gli obiettivi di finanziamento prefissati. Il gruppo genera introiti aggiudicandosi il 5% di quanto raccolto da progetti di successo.

Quindi, il crowdfunding è un fenomeno globale di grande rilevanza, perché segna un’evoluzione nei processi e nelle dinamiche d’interazione tra investitori, imprese e consumatori. Dopo oltre ottant’anni di assenza di innovazioni in quest’ambito, infatti, risulta facile comprendere le ragioni alla base della crescita del crowdfunding su scala globale e soprattutto quelle che consentiranno allo strumento di proseguire il suo sviluppo trasformando radicalmente paradigmi e dinamiche finanziarie ormai consolidate.

Il crowdfunding, in termini di volumi raccolti attraverso le piattaforme presenti nel mondo, è cresciuto in media di quasi il 75% ogni anno fino al 2012, come rilevato dai report di Massollution, società di ricerca specializzata nei settori del crowdsourcing e del crowdfunding, che effettua studi sul tema a livello internazionale. Il numero di piattaforme, dall’altro lato, è aumentato esponenzialmente raggiungendo in tre anni una media annuale di sviluppo pari a circa il 50%.

È, dunque, un fenomeno che sta accelerando a un ritmo senza precedenti e impatta la politica dei governi, spingendo l’innovazione delle imprese e cambiando il ruolo delle istituzioni finanziarie di tutto il mondo. Massolution, ha pubblicato il suo studio annuale 2015CF – Crowdfunding Industry Report.

Lo studio si basa sui dati raccolti da 1.250 piattaforme di crowdfunding attive (Crowd Funding Platforms – CFP) in tutto il mondo e su ulteriori ricerche di approfondimento. I risultati rilevano che le CFP hanno raccolto $16,2 miliardi nel 2014, un incremento del 167% rispetto ai $6,1 miliardi del 2013. Il Nord America ha rappresentato il mercato maggiore, ma il 2014 ha visto l’Asia sorpassare l’Europa, ancorché di poco. Massolution prevede che questa tendenza aumenterà in modo significativo nel 2015, con il delta tra Asia ed Europa in aumento di oltre $4 miliardi. Massolution prevede, infatti, che l’attuale quota di mercato dell’Europa, pari al 20,1%, diminuirà leggermente nel 2015 rappresentando il 18,8% del mercato mondiale.

Ad ogni modo, le ripercussioni sono rilevanti: a livello complessivo, si prevede che alla fine del 2015 il mercato aumenterà ancora una volta più del doppio, arrivando a raccogliere $34,4 miliardi.

La forte crescita nel 2014 è stata dovuta in buona parte all’ascesa dell’Asia come nuova grande area per il crowdfunding. I volumi asiatici sono cresciuti del 320%, arrivando a $3,4 miliardi raccolti. Il che pone il continente leggermente davanti all’Europa ($3,26 miliardi), qualificandolo come il secondo più grande dietro il Nord America. USA e Canada, infatti, continuano ad essere i leader con una crescita del 145 % e una raccolta totale di $9,46 miliardi.

L’Italia, in questo panorama di fermento e crescita ha un peso minore, se posta a confronto alle altre nazioni, dovuto principalmente al freno posto dal regolamento Consob allo sviluppo dell’Equity Crowdfunding e alle insormontabili barriere poste da Bankitalia e dalle leggi alla apertura di piattaforme lending crowdfunding per le imprese. Ad ogni modo, vi è comunque un forte interesse affinché si espanda. Basti pensare al contesto macroeconomico nel quale ci troviamo e al sempre più stringente credit crunch.

Parlando di dati reali, il centro studi di Confindustria denuncia che dal settembre 2011 fino al gennaio 2014 la caduta dei prestiti bancari sia stata del 10,5%, ossia un calo di 96 miliardi. Nel 2014 un ulteriore calo dell’1%, vale a dire 8 miliardi di euro. E nel 2015 è previsto che la stretta del credito dovrebbe allentarsi del 2,8%, ma solo se le banche passeranno i test comunitari. Solo se. E i tuoi progetti, intanto, i tuoi sogni nel cassetto?

La tipologia di crowdfunding più efficace per finanziarli è il Reward crowdfunding. Il principio è molto semplice. L’artefice del progetto, riceve denaro dai supporter (tramite donazioni o pagamenti anticipati) in cambio di ricompense (tangibili o intangibili) precedentemente indicate. Ciò che induce i supporter a dare una mano è la riuscita combinazione di fattori quali motivazione personale e sociale, oltre al desiderio di ricevere la ricompensa.

Il reward crowdfunding non esaurisce il repertorio. Ce ne sono altri tipi. Nel Donation crowdfunding il supporter è un donatore che non si aspetta nulla di tangibile in cambio del suo sostegno, se non la soddisfazione di avere contribuito a un progetto, di solito culturale e di promozione sociale, in cui si riconosce sul piano dei valori.

Il Crowdfunded lending, invece, è un sistema che consente di prestare denaro, o ricevere denaro in prestito, in uno scambio che avviene fra utenti online. I creditori ricevono in cambio un importo maggiorato degli interessi. Nel caso di piattaforme a vocazione particolarmente filantropica, i prestiti possono essere liberi da interessi.

Con il Revenue sharing abbiamo a che fare con forme di prestito e investimento. In cambio delle somme versate per finanziare il progetto, i supporter si garantiscono quote di profitto sul progetto stesso, che ad esempio può essere una nuova attività commerciale. Dietro a questo genere di supporto ci possono essere motivazioni legate ai valori, sociali e finanziarie, variamente combinate.

Infine, abbiamo l’Equity crowdfunding. È una formula che appartiene al regno degli investimenti. I supporter, in questo caso, acquistano una quota di un progetto, di un’impresa, di una start-up, aspettandosi in cambio un ritorno sugli investimenti in tempi ragionevolmente brevi, se il business è fortunato. In più possono essere offerte loro ricompense supplementari e benefit intangibili.

Ovviamente, l’impatto psicologico è importante. Nell’intraprendere una campagna di crowdfunding bisogna assumersi la completa responsabilità di ciò che rientra nella propria diretta sfera d’influenza. Un atteggiamento di totale assunzione di responsabilità aiuterà a considerare ogni aspetto del progetto in una nuova luce e farà risparmiare un sacco di energie che altrimenti si brucerebbero ripetendosi che a causa di fattori esogeni (gli altri, il tuo paese, le tasse, i politici, il nepotismo ecc…) non sarà mai possibile realizzare il proprio sogno. Tutti questi problemi esistono, ma è altamente probabile che esistano anche delle soluzioni. Il crowdfunding può essere una di queste? Per alcuni lo è stato. Perché non potrebbe valere lo stesso per molti?

Gli strumenti di finanza agevolata normalmente richiedono un investimento iniziale da parte dell’imprenditore, che sarà poi rimborsato in fase di rendicontazione. Tra il momento in cui è effettuato l’investimento e la data in cui avverrà il rimborso da parte dell’ente pubblico, possono trascorrere spesso parecchi mesi.

Per questo motivo, la finanza agevolata può non essere il primo strumento di supporto economico per un’idea di business ed è per questo che esistono le piattaforme di crowdfunding, che sono, infatti, siti che consentono di aggregare somme provenienti da più donatori. Chi promuove una campagna di questo tipo può, quindi, sfruttare sia l’effetto leva che l’effetto “virale” della propria comunità di riferimento, per poter raccogliere le somme necessarie a realizzare il proprio progetto. Offre la possibilità di presentare le proprie idee per prodotti innovativi ad una community interessata, a cui richiedere, tramite il crowdfunding, il supporto economico iniziale per avviarsi.

Sida, in collaborazione con The Hive (incubatore certificato dal Febbraio 2014 dal Mise) offre una serie di servizi professionali per i progettisti che desiderano un affiancamento nella realizzazione della propria campagna di crowdfunding, avvalendosi della collaborazione di Startzai, che è tra le prime piattaforme di Equity Crowdfunding accreditate secondo il regolamento CONSOB, la quale consente lo scambio di quote di startup e idee come fossero azioni di un mercato borsistico, assegnando loro un rating specifico. La piattaforma di Startzai permette a chi ha un buon progetto di avviare una raccolta fondi on-line per raccogliere la somma necessaria ad avviare un primo sviluppo produttivo.

Entrambi gli organismi, coordinandosi tra di loro, operano usufruendo di strutture idonee e attrezzature adeguate nell’erogazione di servizi specializzati di:

  • CONSULENZE DI FATTIBILITA’: se chi ha un’idea volesse trasformarla in un progetto da finanziare per essere più sicuro delle sue potenzialità, viene aiutato a valutarla e a predisporla.
  • SOSTEGNO ALLA PROGETTAZIONE: se si cerca una mano per la creazione del progetto, viene data l’opportunità di essere seguito dallo studio di fattibilità fino alla pubblicazione sulla piattaforma.
  • AIUTO NELLA PROMOZIONE: uno dei punti più delicati di una campagna di crowdfunding è la divulgazione del progetto.

Ad ogni modo, l’incentivo sta nel fatto che, creare una campagna di crowdfunding può essere un’esperienza che potrebbe portare alla crescita di qualcosa di più importante delle possibilità economiche e questo di per sé è già un successo. Si intende la stessa circolazione dell’informazione, delle energie, del denaro che viaggia su internet, saltando media tradizionali, gazzette ufficiali, portavoce, dirigenti, sportelli al pubblico. Un progetto torna a essere realizzabile solo se concreto, se è vero, se è buono, e non se chi lo partorisce ha entrate consistenti o sufficienti, garanzie patrimoniali o immobiliari da offrire. Chi decide della sua bontà, peraltro, non è più un grigio funzionario di banca, ma la gente, spesso molto preparata, che può farsi un’opinione diretta e da questa farsi prendere dal progetto, che lo sappia comprendere, che lo voglia seguire. Che ci creda, insomma.

Quel che un tempo era una fredda richiesta di finanziamenti oggi è diventata una proposta calda, fatta da chi l’ha partorita, appassionatamente, direttamente a chi la valuterà e renderà possibile.

Il crowdfunding spalanca le porte all’era delle possibilità. Reso possibile dai social network e dalla comunicazione globale interconnessa, è democratico, libero, meritocratico. Ogni progetto che nasce ha le stesse chances di qualunque altro di essere finanziato, di crescere, di realizzarsi, purché sia sensato, sia in grado di interessare qualcuno, venga comunicato bene, trovi degli appassionati. Ma questo è ovvio oltre che giusto. Dareste un’indicazione stradale a chi non fosse neppure in grado di dirvi dove deve andare, o non dimostrasse di volerci davvero andare?

Fiammetta Giurato

Area Economico Finanziaria
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