Internet “indossabile”

Internet “indossabile”

La nostra epoca è caratterizzata da un progresso in tutti i campi del sapere.

L’uomo, per indole e per sua natura assetata, lungo il corso del suo processo evolutivo, ha costantemente apportato innovazione dal campo scientifico a quello matematico, da quello sociale a quello economico, da quello materiale a quello morale. Ma soprattutto nell’ambito tecnologico. E come muta lo scibile umano, mutano anche i canali di comunicazione.

Computer portatili, smartphone, tablet, palmari, sono frutto della più grande e geniale invenzione dell’uomo: internet. Questo potentissimo strumento si è ormai radicato nella quotidianità di tutti noi, ha mutato profondamente le nostre abitudini, il nostro modo di fare, di essere e soprattutto di comunicare, così da assumere un carattere sempre più personalizzato, al punto da diventare “indossabile”.

Si parla di un trend che per i nativi digitali è normalità, ma per chi non lo è può sembrare o suonare strano.

Basti pensare che prima i computer occupavano grosse stanze, senza la possibilità di esser portati con sé, e ora siamo arrivati a veri e propri accessori d’abbigliamento, i cosiddetti wearable, in grado di accedere alla rete.

Ma a onor del vero la storia degli “indossabili” non ha un preciso inizio, ma ufficialmente gli albori risalgono sicuramente agli anni ’70 e ’80, quando aziende come Seiko, Casio, IBM, Citizen e Timex iniziano a sperimentare i primi orologi da polso con funzionalità aggiuntive quali cronometro, calcolatrice e memorie accessibili velocemente.

Molte aziende, la maggior parte startup, stanno creando dispositivi tecnologici indossabili per quasi ogni parte del corpo, dalle fasce che monitorano l’attività cerebrale ai calzini intelligenti. Per questo tipo di tecnologia è stato stimato un giro d’affari pari a 19 miliardi di dollari entro il 2018.

Tra questi troviamo principalmente gli smartwatch, ovvero orologi intelligenti, che se hanno funzioni telefoniche si chiamano watch phone. Poi ci sono dei braccialetti intelligenti detti fitness band che interagiscono con l’utente o tramite schermi o con dei LED e hanno sensori per il monitoraggio dell’attività fisica, cardiaca e del sonno.

Altre tipologie sono i visori di realtà aumentata come il Samsung Gear VR e il Google Cardboard, e gli occhiali intelligenti quali i Google Glass.

Un posto fra i dispositivi indossabili più interessanti è sicuramente meritato da Ritmo Beats. Si tratta di una sorta di pancione destinato ad avvolgere il grembo di ogni mamma, per monitorare la gravidanza. Ritmo Beats è dotato di vari sensori, fra i quali uno destinato all’ascolto della musica da parte del feto, grazie a un’app scaricabile sul proprio smartphone e uno che permette anche di monitorare lo stato di salute di mamma e bambino, tenendone sotto controllo il battito cardiaco.

C’è chi pensa anche alle donne in carriera ideando Plumora. Si tratta di un bracciale disponibile nella versione oro, bianco e giallo a 18 carati, dotato di connessione bluetooth per il collegamento a dispositivi iOS e Android. Plumora infatti vibrerà e si illuminerà per segnalare l’arrivo di email, telefonate, messaggi e promemoria.

Ralph Lauren ha realizzato una maglietta capace di fornire informazioni sugli allenamenti in tempo reale, misurando i livelli di sudore, il battito cardiaco, l’intensità della respirazione e tanto altro.

Ma tra i più bizzarri e utili al tempo stesso c’è Sunfriend. Un pratico braccialetto che ci fa sapere per quanto tempo ci siamo esposti al sole, in modo da non fare overdose di raggi ultravioletti.

La tecnologia indossabile si presta ormai ad ogni tipo di utilizzo, tutti ne parlano e tutti la desiderano.

Ma quali conseguenze porterà tutto ciò?

Essendo il trend più importante in atto, dipendenti e aziende ne stanno valutando l’uso sui posti di lavoro. Utilizzando le informazioni di questi dispositivi le organizzazioni possono imparare come il comportamento umano vada a impattare sulla produttività , le prestazioni, il benessere e la soddisfazione nel lavoro.

Ma non si tratta solo di efficienza. Molte grandi aziende utilizzano i braccialetti fitness per promuovere stili di vita corretti tra i dipendenti, sfidarli a raggiungere traguardi collettivi in team e trarre profitto da una forza lavoro in forma fisica.

Ma tra i pro, come l’autosufficienza, ci sono anche i contro.

Con il maggior controllo di questi dispositivi la nostra privacy e i nostri dati sono a rischio. Per non parlare dei rapporti personali, sempre più legati al mondo virtuale e poco a quello reale, al punto da creare vere e proprie dipendenze.

Ormai la vita di oggi è una “tecnovita” che si prefigge di renderci più agevole l’esistenza, ma come sempre bisogna essere abbastanza intelligenti nel saperla dosare e utilizzare bene.

La tecnologia dovrebbe migliorare la tua vita, non diventare la tua vita. (Harvey B. Mackay)

Roberta Battaglia
By | 2017-12-28T12:20:03+00:00 26 maggio 2017|Blog|Commenti disabilitati su Internet “indossabile”