DIETA MEDITERRANEA E SISTEMA AGROALIMENTARE DI QUALITÀ

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DIETA MEDITERRANEA E SISTEMA AGROALIMENTARE DI QUALITÀ

L’anno 2015 per il settore agroalimentare è stato positivo sia nei mercati esteri sia in quello interno.

Il consumo di prodotti alimentari made in Italy nel mondo segna il record storico e spinge verso l’alto il fatturato del comparto agroalimentare italiano, offrendo opportunità di rinnovamento e sviluppo del settore forse irripetibili. L’anno di Expo ha fatto bene al settore agroalimentare del nostro Paese. L’effetto combinato della grande manifestazione organizzata a Milano, che ha acceso le luci dei riflettori del palcoscenico mondiale sulla cucina italiana, e della ripresa dei consumi interni ha portato al record storico di export agroalimentare e a un fatturato totale dell’agroalimentare italiano che raggiunge i 135 miliardi. L’agroalimentare, secondo comparto manifatturiero made in Italy per valore, svolge un effetto traino unico sull’intera economia per l’impatto positivo di immagine sui mercati esteri dove il cibo made in Italy è sinonimo di qualità. Non si è mai consumato così tanto made in Italy alimentare nel mondo come nel corso del 2015.

Il made in Italy piace sempre di più all’estero e in Italia torna la dieta mediterranea. Le esportazioni del comparto hanno infatti segnato un nuovo record storico, rispetto al 2014, a circa 36 miliardi di euro (+7 per cento), con aumenti che vanno dall’11 per cento per l’ortofrutta al 10 per cento per l’olio di oliva, dal +9 per cento per la pasta al +6 per cento per il vino. Quest’ultimo ha realizzato il record storico con un preconsuntivo annuale di 5,4 miliardi di fatturato realizzati oltre i confini nazionali, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi ai primi 10 mesi del 2015.

A favorire un tale andamento positivo la ripresa dell’economia internazionale e i tassi di cambio favorevoli su mercati importanti come quello statunitense. Non di meno, è la conferma che L’Italia ha saputo cogliere l’opportunità di Expo per raccontare al mondo il modello agroalimentare e i suoi valori unici. Inoltre bisogna sottolineare che l’agricoltura italiana ha il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e biodiversità, ha la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, ha la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero, ma ha anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e non ci sono coltivazioni di organismi geneticamente modificati.

La svolta si è fatta sentire anche all’interno dei confini nazionali dove, spinta anche dall’effetto dei dibattiti legati all’Expo sull’alimentazione di qualità, è tornata alla ribalta in maniera prepotente la dieta mediterranea, con un aumento che va dal 4 per cento negli acquisti di frutta al 17 per cento per quelli di olio di oliva. Crescono anche la spesa per il pesce (+5 per cento), per gli ortaggi freschi e per la pasta secca (+1 per cento), in netta controtendenza rispetto agli anni della crisi dove si era registrato un drastico crollo. I consumi alimentari degli italiani nel 2015 dopo sette anni di calo tornano a salire debolmente dello 0,3 per cento, ma con un deciso orientamento a privilegiare cibi salutari per una maggiore consapevolezza dello stretto rapporto tra alimentazione e benessere.

Per sostenere questa domanda di qualità il 2014 ed il 2020 saranno disponibili quasi 21 miliardi di euro per il sistema agricolo con interventi regionali per l’insediamento dei giovani, l’ammodernamento delle imprese e per il sostegno delle filiere. Un flusso di risorse finanziarie occasione importante e forse irripetibile per sostenere il grande sforzo di rinnovamento dell’agricoltura italiana e la competitività delle imprese.

Vilma Mazzocco

Management Academy Sida Group

Responsabile area agroalimentare

By | 2017-12-28T12:20:36+00:00 30 settembre 2016|Blog|Commenti disabilitati su DIETA MEDITERRANEA E SISTEMA AGROALIMENTARE DI QUALITÀ